LA STORIA


Il Rifugio "Città di Sarzana" è situato all'interno del Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano (denominato anche "Parco del Gigante"), poco sotto il crinale in prossimità del Lago di Monte Acuto.
La costruzione, che aveva in passato una struttura in ferro e lamiera, è stata recentemente rinnovata ed attualmente si presenta come una casetta interamente in legno.
Il progetto di demolizione e ricostruzione del vecchio rifugio "Città di Sarzana" è stato predisposto dal Parco del Gigante e cofinanziato dalla Regione.
Il Parco si è fatto carico del 30 % del progetto e per il rimanente 70% ha potuto attingere a fondi regionali e statali.
L'intervento, progettato dall'ing Ilariucci di Ramiseto e realizzato dalla Cofar di Castelnuovo ne' Monti, è consistito nella demolizione totale dei due rifugi metallici esistenti e nella realizzazione di una struttura ex-novo in legno, utilizzando uno dei basamenti esistenti.
Il trasporto del materiale necessario alla costruzione del nuovo rifugio in loco e quello a valle per lo smaltimento della lamiera della precedente struttura sono stati effettuati con l'ausilio di elicotteri.
Per la realizzazione dell'intervento si è dovuto provvedere a sottoscrivere un'apposita convenzione tra Parco del Gigante, CAI di Sarzana (proprietario della preesistente struttura) e l'Uso Civico di Miscoso (proprietario del terreno) nella quale sono stati stabiliti i reciproci accordi per la disponibilità dell'area e per il futuro della struttura che, dopo il 2016, diverrà in maniera definitiva di proprietà del Parco.
Il risultato finale ha un impatto visivo sicuramente piacevole! I volontari della sezione del CAI di Sarzana hanno poi provveduto all'arredo interno della struttura, che ora può ospitare 20 persone a dormire e 30 a mangiare; una stufa a legna garantisce il buon riscaldamento del rifugio.

Nascita del rifugio
Sono passati tre lustri dal 5 Ottobre 1980, giorno dell'inaugurazione del Rifugio 'Città di Sarzana al Lago di Monte Acuto.
In quell'occasione la Sezione mise a disposizione due pullman per il viaggio fino al Lagastrello, mentre su al Rifugio, organizzò un rinfresco a base di dolci casalinghi e vino nostrale. La partecipazione superò abbondantemente ogni previsione (eravamo in 500 circa): peccato che la giornata venne guastata dalla nebbia e dalla pioggia che iniziò verso mezzogiorno, costringendo cosi i partecipanti a riempire ogni anfratto del rifugio, del locale aperto e a rifugiarsi sotto provvidenziali teloni stesi come riparo d'emergenza.
Il discorso "Rifugio" però era iniziato molti anni prima, sotto la presidenza Martini, con una richiesto di contributo al Comune di Sarzana per la costruzione di un rifugio che portasse il nome della Città. In attesa di avere a disposizione i finanziamenti sufficienti, cominciammo a esplorare i più disparati luoghi delle Apuane alla ricerca di un sito adatto per la costruzione del manufatto. Insieme a Luciano, Lauro e Carlo Giannoni, "battemmo" le vallate apuane per questa ricerca: la fontana "Colo Clo" sotto alla Cresta Nattapiana, i versanti Nord del Pizzo d'Uccello e del Pisanino, la Casa del Monte al Forato, Campocatino e il Passo Sella.
In quest'ultimo posto arrivammo vicini a concludere, in quanto al Passo esisteva un piccolo rifugio dei CAI di Livorno che il vento fece volare via nel corso della costruzione, in quanto non ancora ancorato. Chiedemmo al CAI livornese di concederci in uso l'area di loro proprietà, ma ci venne negata in quanto era intenzione degli amici di Livorno di ricostruirvi il rifugio.
A questo punto il nostro interesse si indirizzò verso il vicino Appennino e la scelta cadde nella zona del Lago di Monte Acuto, sopra il Passo del Lagastrello. Chiedemmo l'autorizzazione alla Comunaglia di Miscoso, ottenendola dopo una vivace assemblea (meno male che dalla nostra parte c'era l'autorità del paese: il parroco), cosicché cominciammo a rimboccarci le maniche per dare inizio ai lavori. La prima intenzione era di portare il materiale a braccia e, chi c'era, può ricordarsi il "mazzo" e le sequele di imprecazioni nel trasportare i tavoloni e le gabbie in acciaio per le fondamenta su, al Lago. Dopo queste prime sfaticate, decidemmo di portare solo materiali di peso e dimensioni più abbordabili. Dando incarico, nel contempo, a un "cavaliere" di Tavernelle (cavaliere nel senso che aveva i cavalli da soma), il quale portò al Lago un primo quantitativo di ghiaia, che ci costò, di trasporto, un occhio della testa.
Ci inchinammo allora alla tecnologia del tempo e facemmo venire un elicottero da Verres, in VaI d'Aosta: organizzammo due squadre, una al Passo del Giogo, a caricare e l'altra al lago di Monte Acuto a dare una mano per le operazioni di scarico. Ci fu anche un incidente fortunatamente senza conseguenze per le persone: nel corso di un viaggio di ritorno, il gancio di carico sì impigliò nel rotore di coda, facendo precipitare l'elicottero nel Lago Paduli. fortuna volle che il Lago era mezzo vuoto, per cui l'elicottero si impantanò nel mezzo ed il pilota usci spaventato ma indenne. Terminammo il trasporto dei materiali con un altro elicottero inviatoci dalla stessa ditta aostana.
Demmo inizio, così, alla costruzione del basamento, seguita dall'arrivo dei montatori della "Morteo". che, in breve, coadiuvati da una nutrita squadra di soci, ultimarono la costruzione del fabbricato: era l'autunno del 1978. L'anno successivo, grazie ad un contributo della Cassa di Risparmio di La Spezia e l'Amministrazione Provinciale, il quale si andava ad aggiungere a quello che il Comune di Sarzana puntualmente erogava ogni anno, decidemmo di ampliare il Rifugio e di aggiungere, sul retro, un ulteriore prefabbricato ad uso di locale sempre aperto, magazzino e WC. Forti dell'esperienza maturata precedentemente, richiamammo l'elicottero che, in una giornata trasportò al rifugio il materiale necessario all'ampliamento e l'arredamento interno.Richiamammo i montatori che vennero su un sabato di Ottobre, ma il giorno dopo ci svegliammo con 1/2 metro di neve fresca per cui dovemmo rimandare la conclusione dei lavori all'anno successivo. Cosa che avvenne in tempo per l'inaugurazione avvenuta il 5 Ottobre 1980.
Da quel giorno migliaia di persone hanno usufruito del nostro rifugio, sia come base partenza per escursioni, sia solo per fare una gita tranquilla o per passare una serata insieme nella magica atmosfera che si vive in rifugio.
In questi 15 anni trascorsi, il rifugio ha alternato momenti positivi a momenti negativi: ci sono stati scontri, anche vivaci, sulla conduzione del medesimo. Ci siamo rifatti il mazzo più volte nel portare su materassi, stufe (Gianni), bombole di gas (è passata agli annali la sfida - da pazzi - fra Il solito Gianni - 4 bombole - e il segretario - 2 bombole). Ultimamente, poi, con un notevole sforzo finanziario, il rifugio è stato completamente ristrutturato e ripitturato, per cui ci auguriamo che ciò possa essere motivo per un rilancio del Rifugio "Città di Sarzana".

Cesare
(Segretario della Sezione del CAI di Sarzana)